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Non avere paura di fare troppe domande: tratto da una storia vera

Occhio alla mela tentatrice: potrebbe essere avvelenata!

Non avere paura di fare troppe domande

Se anche tu, come me, sei iscritto a Linkedin è molto probabile che ti stai guardando intorno, magari per trovare o cambiare occupazione. Quella che sto per raccontarti è una storia vera ed un giorno potrebbe succedere anche a te.

Era una mattina come tante e mi squilla il telefono: mi risponde in modo cordiale una ragazza, informandomi che mi chiama in merito ad una candidatura inoltrata su Linkedin per una posizione aperta come sviluppatore. Mi fa le solite domande di rito e mi dice che la mia posizione poteva interessare a potenziali clienti partner e che avrei dovuto sostenere un colloquio. Niente paura, dovevo solo cavarmela con l'inglese base e sapere giusto due cose, così diceva. Rimaniamo che mi avrebbe fatto sapere e la chiacchierata finisce lì.

Passa un giorno e nel frattempo proseguo la mia attività non pensandoci troppo. Mi squilla nuovamente il telefono e mi chiama un tizio dicendomi di essere il superiore della ragazza del giorno prima. Un attimo per collegare il tutto e ci sono, confermo e chiedo il motivo della chiamata. Egli afferma di aver letto con attenzione il mio CV che avevo inoltrato e che un suo cliente stava cercando una figura come la mia.

"Fantastico!", affermo. Mi chiede delucidazioni sul mio attuale impiego ed io gli dico che sono un libero professionista in partita iva e gli spiego come lavoro. A quel punto lui mi fa "E' proprio necessaria la partita iva? No, perché per quello che ho potuto vedere io ti vorrei assumere a tempo indeterminato". Lì per lì, la senti la prospettiva allettante ma poi ti fermi un attimo e pensi, si tutto magnifico ma per fare cosa?

Allora lui mi dice che avrei dovuto affrontare un colloquio presso il cliente ed anche se non fosse andato bene lui mi avrebbe comunque preso nella squadra, poiché io sarei stato assunto nella sua azienda ma avrei dovuto lavorare per clienti terzi.

Il discorso prosegue chiedendomi (attenzione qui) la mia desiderata, ovvero quando volevo di RAL. Qui sono io il cretino, perché lavorando in partita iva feci un calcolo sulle 12 mensilità, ma lui se ne guardò bene dal dirmi che erano 14, cosa che scoprì solo in seguito. Lui in ogni caso, disse che era fattibile e che potevamo proseguire.

Qualche giorno dopo mi arrivò una mail dove era stato calendarizzato il colloquio, ma nell’invito ci furono solo due figure che lavoravano per l’azienda cliente e non per quella che mi avrebbe dovuto assumere. Fu proprio così infatti: quel giorno fui mandato alla deriva a fare il colloquio online: completamente in inglese e l’unico italiano (tipico commerciale) era in videochiamata in macchina a farsi gli affari suoi e non mi ha fornito alcun tipo di supporto.

Non me la cavai male, per essere la prima Job Interview in lingua inglese con un londinese. Ricordate quando dissi che dovevo conoscere solo un paio di cose e un basico “english”? Tutte puttanate, la posizione era ben più skillata e sfaccettata di quella che mi era stata detta.

Morale: l’azienda italiana che mi avrebbe dovuto assumere non aveva la minima idea di ciò che voleva il suo cliente ed inoltre nessuno ha voluto testare le mie conoscenze, ma di questo approfondirò a breve. Ciliegina sulla torta, qualche ora dopo la ragazza che mi chiamò quel giorno si fece viva dicendomi “Come è andato il colloquio?”

Pochi giorni dopo tornarono nuovamente alla carica dicendo che il colloquio non era andato bene (ma dai, che sorpresa!) ma niente panico, avevano già pronti nuovi clienti e nuovi colloqui. Ma vedendo che la cosa era al quanto strana, decisi prima di documentarmi e scoprì la parola magica: body rental, ovvero il subappalto della tua figura professionale a terzi individui ma tu lavori come dipendente per l’azienda mittente.

Suona proprio come pensi: il pappone manda la sua prostituta a “fare un servizio” ai suoi clienti e si piglia gran parte del guadagno. Per chi non ne fosse a conoscenza, questa pratica è illegale in Italia. Attenzione, qui non si sta parlando di una agenzia interinale: essa ha il compito di mandarti presso una azienda e sarà quest’ultima eventualmente ad assumerti.

Chiarito questo, torniamo alla conversazione. Qui viene il bello. Durante la chiamata dissi alla ragazza come io desideravo lavorare e manifestavo la volontà di crescere all’interno di un contesto, dove avrei potuto dare valore e che non avevo interesse nel body rental.

A quel punto la ragazza mi dice che avrebbe riferito al superiore e quest’ultimo mi avrebbe poi chiamato. Così accadde poco dopo.

A parte il fatto che si è messo a parlare di aria fritta, tipo che lui fa il papà, la famiglia e tutta una sequela di ridicole ovvietà (tipica tecnica di un commerciale), arriva poi al dunque citando le mie stesse parole dette alla ragazza, affermando che non c’era bisogno di fare test e poi si è messo a fare esempi che nulla hanno a che vedere con la programmazione: non aveva la minima idea di quello che stava dicendo!

Chiaramente, si difese anche sul fronte del body rental affermando di essere una società che fa servizi informatici in house ma “talvolta” gli appalta fuori. Certissimo, come no.

Di fronte ad una mia evidente perplessità e al fatto che incominciai a fare molte domande, lui attaccò dicendo che avevo una posizione cementificata e non avevo fiducia su una azienda che mi voleva offrire un lavoro. La cosa decade dopo i tipici “ci risentiamo”.

Voi avete capito che tipo di lavoro avrei fatto? Nemmeno io. L’unica cosa che so è mi si prospettava all’apparenza un’assunzione, ma che in realtà, non avrebbe avuto seguito: certo se accettavo di essere schiavizzato senza sapere con chi avrei o con che cosa avrei avuto a che fare e sapendo che oggi c’era e domani chissà, allora è un altro tema.

A questo punto tanto vale fare il libero professionista, quantomeno hai la libertà di scelta.

In conclusione, non avere mai paura di fare domande e chiediti sempre se ne vale la pena, è l’unico modo possibile per evitare fregature. Soprattutto di questi tempi la promessa di stabilità può fare gola, ma la mela potrebbe essere avvelenata.

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